Quando ci si affida a un detto popolare e si afferma che “l’unione fa la forza”, si ribadisce l’importanza del lavoro di squadra: quando gli atleti si uniscono e si allenano insieme, possono ottenere risultati molto più grandi di quelli che potrebbero raggiungere individualmente. E ciò accade ancora di più se la squadra in questione è unificata, ossia composta da atleti con e senza disabilità intellettive che indossano la stessa maglia azzurra, creando un esempio di inclusione e di forza collettiva che supera anche i confini dello sport.
La squadra in questione è il Team Under 21 di Special Olympics Italia che ha preso parte dal 5 al 7 dicembre alla prima edizione della Special Olympics Unified 3×3 Basketball World Cup a San Juan, Porto Rico. L’evento, ispirato alla Coppa del Mondo della Federazione Internazionale di Pallacanestro, ha visto la partecipazione di 20 squadre maschili e 16 femminili che si sono messe alla prova sul campo del T-Mobile District della capitale portoricana già sede della FIBA 3×3 AmeriCup.
La squadra italiana, composta da Andrea Minniti, Ali Habti, Andrea Baiocco, Gabriele Di Salvo, Alessandro Paolini e guidata in panchina da Marco Petrozzi e da Erica Violante, è stata inserita nel girone dei fortissimi padroni di casa insieme a Emirati Arabi Uniti e India.
Il secondo posto nel round robin, frutto di due vittorie ed una sconfitta di misura proprio con Porto Rico, apre agli azzurri le porte della semifinale di “Division 2” contro il Brasile che vede Minniti e compagni prevalere, non senza qualche difficoltà, con il punteggio di 11-7.
La finale per l’oro contro la Namibia, nazionale molto preparata dal punto di vista atletico, viene affrontata con il giusto atteggiamento dai nostri azzurri che interpretano la partita in maniera eccellente senza concedere nulla agli avversari: 13-5 alla sirena e una medaglia d’oro che è il giusto coronamento di un percorso iniziato con il raduno di Roma al quale aveva preso parte anche Angela Adamoli, Coach della Nazionale 3×3 femminile, mettendo a disposizione di atleti e partner la propria grande esperienza.

A Porto Rico l’Italia è stata rappresentata anche a livello arbitrale da Denis Quarta che ha letto il giuramento degli arbitri alla Cerimonia di Apertura.
Le testimonianze dirette
“La mia esperienza è stata incredibile, unica, molto divertente soprattutto per aver affrontato giocatori da tutto il mondo”. Andrea Minniti
“L’esperienza con la nazionale a Porto Rico è stata veramente bella ed intensa. Ci siamo incontrati per la prima volta due settimane prima della partenza durante una notte di ritiro a Roma e due allenamenti, di cui il secondo con Angela Adamoli ed è stata una esperienza molto formativa. Nel viaggio a Porto Rico fin da subito siamo stati molto squadra sia in campo che fuori. Questa esperienza con la nazionale è stata indimenticabile e soprattutto formativa, la porterò sempre nel mio cuore con affetto, soprattutto per le persone con cui l’ho condivisa”. Alessandro Paolini
“Quella che ho vissuto a Porto Rico è stata una dell’esperienze più belle della mia vita: ho conosciuto persone fantastiche, splendide. Mi sono divertito moltissimo ed è un’esperienza che, se potessi, rifarei altre 100 volte. Inoltre, è stato un onore indossare la divisa della Nazionale”. Gabriele Di Salvo
“Un’esperienza super positiva in ogni ambito, sia a livello tecnico dove abbiamo comunque raggiunto un grande risultato, ma soprattutto a livello personale, in cui siamo riusciti a creare un gruppo di amici fuori e dentro il campo.” Erica Violante
“La partecipazione alla Coppa del Mondo ha rappresentato un’opportunità per portarsi a casa qualcosa di grande, e non sto parlando di un Oro mondiale, che fa comunque tanto piacere mettersi al collo, ma di una consapevolezza che rende migliori: imparare che puoi farcela anche se sembra difficile, che l’impegno e la serietà nel lavoro portano sempre dei risultati, che là dove non arrivi da solo puoi arrivare con l’aiuto del gruppo, della squadra. La stessa consapevolezza che è uno dei mille tesori lasciatici in eredità da Roberto Violante al quale va sempre il nostro pensiero”. Marco Petrozzi



