Il 22 marzo 2026 Roma si è trasformata ancora una volta in una grande festa di sport e inclusione. Special Olympics Italia ha animato la Run4Rome con 16 staffette, portando in strada un’energia contagiosa e storie capaci di andare ben oltre il traguardo.
Le staffette erano sedici in totale e tra queste ne spiccava una composta interamente da atleti Special Olympics del team Vivicittà: un momento memorabile, simbolo concreto di ciò che lo sport inclusivo può generare. Accanto a loro hanno corso anche i dipendenti delle aziende partner che hanno scelto di mettersi in gioco per una causa comune: sette staffette con Otis, due con Cisalfa Sport e una con Belron. Un gruppo eterogeneo, unito dallo stesso passo e dallo stesso obiettivo. A tagliare il traguardo, tra gli altri, Francesco Accettone, Devis D’Arpino e Federico Badessi.
C’è poi chi ha scelto di affrontare tutti i 42 km, trasformando la corsa in qualcosa di ancora più profondo. È il caso di Francesco Salerno, la cui storia merita di essere raccontata.
A Francesco è stata diagnosticata una disabilità intellettiva quando aveva tre anni. Da allora sua madre lo accompagna ogni giorno, con una dedizione che attraversa il tempo e le esperienze condivise: “Dal 2013 ovviamente non abbiamo perso nemmeno un appuntamento, tra Play the Games e Giochi Nazionali.”
Sono tredici anni di Special Olympics, tredici anni in cui lo sport ha aperto possibilità e costruito autonomia. “Special Olympics gli ha permesso di incontrare e conoscere tanti amici, di essere più autonomo”, racconta la madre. E aggiunge qualcosa che restituisce il senso più profondo di questo percorso: “A me, come mamma, Special Olympics ha aperto un mondo dove conoscere altri genitori, un mondo per crescere, un mondo bello, il mondo che vorrei.” Il messaggio che desidera condividere con altri genitori è diretto: incoraggiare i propri figli a fare sport, perché è proprio lì che ha visto Francesco crescere e migliorare ogni giorno. E con un sorriso conclude: “Adoro Special Olympics e se non ci fosse bisognerebbe inventarlo!”
Al termine della gara, anche Francesco ha voluto lasciare il suo messaggio: “Dopo la Maratona di New York, quella di Roma. Con la corsa puoi fare tanti bei progetti e tante belle cose. Ringrazio Special Olympics e Cisalfa per queste opportunità”.
Partecipare alla staffetta di Special Olympics non significa solo sfidare il cronometro. Ogni frazione, di circa 10 km, diventa un gesto concreto di sostegno: la quota di iscrizione si trasforma in una donazione per i progetti di Special Olympics Italia, tra cui “Città, Comuni e Borghi inclusivi”, che lavora per rendere scuole, associazioni sportive e comunità luoghi realmente accessibili e accoglienti.
Correre con Special Olympics significa essere parte di qualcosa che va oltre la gara. Significa costruire, passo dopo passo, una società più aperta e capace di includere davvero tutti.



