Quando lo sport unisce: anche nel segno dell’eredità italiana
Il cammino verso i prossimi Giochi Mondiali Invernali Special Olympics ha raggiunto una tappa fondamentale. Il 24 marzo 2026, a Chur, in Svizzera, è stato ufficialmente firmato l’accordo che segna l’avvio del percorso verso i Special Olympics World Winter Games Switzerland 2029, in programma dal 10 al 17 marzo 2029. Un momento simbolico e strategico che rafforza il messaggio globale di inclusione, uguaglianza e partecipazione attiva attraverso lo sport.
Questo annuncio assume un significato particolare anche per l’Italia. Solo lo scorso anno, infatti, il nostro Paese ha scritto una pagina storica ospitando per la prima volta i Giochi Mondiali Invernali Special Olympics in Piemonte: un evento che ha lasciato un’eredità concreta fatta di comunità più inclusive, nuove opportunità e una maggiore consapevolezza sul valore dello sport come strumento di cambiamento sociale.
Dall’Italia alla Svizzera: un passaggio di testimone
I Giochi Mondiali Invernali Special Olympics in Italia sono stati un catalizzatore di energie, relazioni e trasformazioni culturali. Oggi, la Svizzera raccoglie simbolicamente questo testimone, con l’ambizione di amplificare ulteriormente l’impatto del Movimento Special Olympics a livello globale.
Alla cerimonia di Chur erano presenti figure di primo piano del Movimento, tra cui il Presidente di Special Olympics International Timothy Shriver, insieme ad altri leader internazionali e atleti ambasciatori. La loro presenza ha sottolineato l’importanza di questo momento non solo per l’organizzazione, ma per tutto il mondo Special Olympics.

I Giochi come motore di cambiamento
Uno degli elementi più innovativi del percorso verso il 2029 è l’avvio di uno studio nazionale in Svizzera, pensato per misurare l’impatto sociale dei Giochi e guidare politiche e pratiche inclusive. L’obiettivo è chiaro: avvicinare persone con e senza disabilità intellettive nei diversi ambiti della vita, dallo sport al lavoro, in ogni spazio comune.
Un approccio che richiama quanto già sperimentato con successo in Italia durante i Giochi in Piemonte, dove l’Unified Sports® ha dimostrato come lo sport possa abbattere barriere e costruire relazioni autentiche.
Le voci degli atleti al centro
Tra i protagonisti dell’evento anche Susan Wang, Global Messenger di Special Olympics, che ha portato la voce degli atleti al centro del dialogo istituzionale. La sua testimonianza ha ribadito il valore dello sport inclusivo come strumento di crescita personale e collettiva.
“Questi Giochi rappresentano un’opportunità straordinaria per gli atleti di tutto il mondo di incontrarsi e competere in uno dei luoghi più belli”, ha dichiarato, sottolineando l’entusiasmo e le aspettative verso il 2029.
Un’eredità che continua
Come già accaduto in Italia, anche la Svizzera punta a lasciare un’eredità duratura. I Giochi del 2029 coinvolgeranno oltre 3.700 partecipanti provenienti da più di 100 Paesi e saranno accompagnati da programmi diffusi su tutto il territorio, con l’obiettivo di coinvolgere comunità locali e istituzioni.
Il messaggio è lo stesso: l’inclusione non è un concetto astratto, ma una realtà concreta che si costruisce ogni giorno, insieme.
Per Special Olympics Italia, questo rappresenta non solo un momento di orgoglio per quanto realizzato, ma anche una nuova opportunità per continuare a contribuire a un movimento globale che mette al centro le persone, i loro talenti e il diritto di tutti di esserci.
Il viaggio continua, da Torino alle Alpi svizzere, con un unico obiettivo: costruire un mondo più inclusivo attraverso lo sport.



