31 staffette e 124 runner per promuovere inclusione e supportare gli atleti lombardi
La Milano Marathon 2026 si è confermata ancora una volta come un’esperienza di comunità, inclusione e condivisione, capace di trasformare ogni chilometro in un passo concreto verso un futuro più aperto e accogliente per tutti.
Per gli atleti Special Olympics, ogni gara rappresenta solo una tappa di un percorso molto più ampio. Il viaggio nasce nei territori, dove ogni atleta costruisce giorno dopo giorno il proprio cammino sportivo e umano, fatto di impegno, costanza e determinazione.
È proprio grazie a iniziative come la Milano Marathon che questo percorso può continuare: i fondi raccolti durante l’evento saranno destinati a sostenere la partecipazione degli atleti lombardi ai Giochi Nazionali Estivi 2026. Un contributo concreto che permette di trasformare il sogno in realtà.
L’edizione 2026 ha visto una straordinaria partecipazione di aziende e runner, che hanno scelto di correre al fianco di Special Olympics Italia per promuovere una cultura dell’inclusione attraverso lo sport.
In totale sono scese in strada 31 staffette, per un totale di 124 runner.
Carglass Belron ha preso parte con quattro staffette, affiancando gli atleti Giovanni Delledonne, Bice Sacco, Stefano Gorgoni e Antonino Beninati del team No Limits Lodi. Anche OTIS ha schierato quattro staffette, mentre Coca-Cola ha partecipato con ben sette squadre. Adidas è scesa in campo con quattro staffette, coinvolgendo gli atleti Matteo Landoni, Massimo Acciarini, Luca Galvanone e Yannick Gain del team Corona Ferrea. Particolarmente significativa anche la presenza di Hitachi Energy, che ha partecipato con dieci staffette, e di Adidas Runners, con due squadre.
Una presenza ampia e partecipata che ha trasformato la maratona in un vero viaggio di inclusione, dove atleti, aziende e volontari hanno condiviso la stessa strada e gli stessi valori.
Tra le storie più significative della giornata c’è quella di Yannick, atleta del team Corona Ferrea. Arrivato al mattino con un entusiasmo contagioso, aspettava questo momento da settimane. La corsa, per lui, è molto più di uno sport: è libertà, è felicità, è il modo più autentico di esprimere sé stesso.
Durante la giornata ha avuto l’opportunità di conoscere nuovi compagni di squadra e, con grande emozione, si è presentato ai suoi staffettisti recitando il giuramento dell’atleta. Un gesto semplice ma potente, capace di racchiudere tutto lo spirito di Special Olympics.
Incontri che lasciano il segno
La Milano Marathon è anche fatta di incontri inattesi, capaci di trasformarsi in ricordi indelebili. Lo racconta Sveva Saggia del Team Coca-Cola, alla sua prima esperienza con Special Olympics:
“La cosa più bella che mi porto da questa esperienza è stata quella di correre al fianco di uno degli atleti e del suo accompagnatore. Ci siamo incontrati per caso poco dopo l’inizio dell’ultima frazione e abbiamo condiviso il percorso fino all’arrivo.”
Quell’atleta era Giovanni Delledonne. Insieme, tra fatica e sorrisi, hanno trovato energia l’uno nell’altra, trasformando la gara in un momento di autentica connessione.
“Mi hanno fatto vivere in prima persona i valori di Special Olympics. Grazie alla loro compagnia non ho sentito la fatica e sono riuscita anche a migliorare il mio tempo sui 10 km.”
Parole che raccontano meglio di qualsiasi numero l’impatto reale di questa esperienza: un cambiamento reciproco, che arricchisce tutti.
Ogni passo percorso durante la Milano Marathon 2026 ha contribuito a costruire qualcosa di più grande: un’opportunità concreta per gli atleti lombardi di continuare il proprio percorso sportivo e personale..
La strada è tracciata. E insieme, passo dopo passo, possiamo continuare a percorrerla.



