Le testimonianze di Elisa Del Signore e Cora Manzini chiudono la 41° edizione dell’evento nel segno dell’inclusione e della fiducia nelle proprie capacità
Si chiudono oggi i 41° Giochi Nazionali Estivi di Special Olympics Italia, una settimana di sport, emozioni e relazioni che ha trasformato Lignano Sabbiadoro, Portogruaro, Bibione e Cordovadoin un grande spazio di incontro e inclusione. Oltre 3.000 atleti con e senza disabilità intellettive si sono confrontati in 21 discipline sportive, accompagnati dall’energia di tecnici, volontari, famiglie e supporter provenienti da tutta Italia.
Ma il risultato più importante di questi Giochi non si misura con una medaglia. È la consapevolezza, maturata dagli atleti, delle proprie potenzialità. La consapevolezza di poter diventare esempio, ispirazione e forza per altri atleti, per chi vive le stesse difficoltà, ma anche per tutte quelle persone ancora chiuse nei pregiudizi verso le disabilità intellettive.
Tra le testimonianze più significative di questa edizione c’è quella di Elisa Del Signore, 26 anni, atleta di ginnastica artistica di Borgaro Torinese, che racconta un “prima” e un “dopo” Special Olympics.
“Prima di iniziare pensavo di non essere portata per questo sport. All’inizio c’erano timore e paura, ma pian piano ho iniziato a credere di più in me stessa e a migliorarmi sempre di più”, racconta Elisa. “Special Olympics mi ha cambiato la vita come persona e come atleta. Mi ha aperto un mondo completamente nuovo”.
Nelle sue parole emerge il senso profondo del movimento: lo sport come occasione per riconoscere il proprio valore e uscire dall’isolamento. “All’inizio la disabilità era come una gabbia, una trappola che mi impediva di essere come tutti gli altri. Poi ho capito che potevo fare tutto ciò che desideravo, seguendo i miei tempi”.
Elisa oggi studia, lavora, pratica sport e coltiva le sue passioni. Attraverso il progetto “Recuperabile” promosso da Geogym, trasforma materiali di scarto degli attrezzi da ginnastica in gadget e oggetti creativi, in un percorso che unisce sostenibilità e inclusione lavorativa per persone con disabilità intellettiva.
“L’Elisa di oggi studia, lavora, fa sport e ha le sue passioni. E se c’è una cosa che voglio dire a tutti quelli che hanno queste difficoltà è di non arrendersi e continuare a raggiungere i propri obiettivi”.
Il suo racconto diventa così testimonianza concreta di come Special Olympics possa rappresentare un passaggio decisivo: dall’essere esclusi al sentirsi accolti, dall’essere considerati “diversi” al diventare persone capaci di ispirare gli altri.
Accanto alla forza di Elisa, i Giochi hanno accolto anche la fantasia e la sensibilità di Cora Manzini Nardini, che descrive il proprio mondo come un viaggio tra sogni, pianeti e castelli incantati.
“Io sono una ragazza che di notte sogna parecchio”, racconta Cora. “Immagino di volare su una macchina volante, di andare dai miei angeli e poi fino a Plutone, il mio pianeta preferito. Ma la parte più bella è arrivare nel mio castello incantato, pieno di tutte le cose che amo: la musica, il basket, la pallavolo, disegnare, stare con gli amici”.
Anche nelle sue parole lo sport diventa trasformazione personale e relazione con gli altri. “Quando gioco insieme alla mia squadra mi sento super felice. Lo sport mi ha aiutato a essere più gentile, più allegra e più serena con le persone che ho intorno”.
Per Cora, “la disabilità è una condizione, non un limite”. Ed è proprio questa visione che Special Olympics continua a promuovere: creare luoghi dove ogni persona possa sentirsi riconosciuta nelle proprie capacità e non definita dalle proprie difficoltà.
I 41° Giochi Nazionali Estivi si chiudono con numeri importanti: oltre ai 3.000 atleti coinvolti, l’evento ha visto la partecipazione di 200 membri dello staff, 650 tecnici, 1.000 volontari, 600 accompagnatori e circa 1.400 familiari.
Grande partecipazione anche ieri sera al Villaggio Bella Italia per la festa conclusiva. Durante il momento protocollare, la bandiera di Special Olympics Italia è stata riconsegnata da Giuliano Clinori, Direttore Regionale Special Olympics Italia Team Friuli Venezia Giulia, ad Alessandro Palazzotti, fondatore e vicepresidente di Special Olympics Italia. Musica, festa e balli hanno poi accompagnato la chiusura della manifestazione.
Il prossimo appuntamento sarà dal 12 al 14 giugno con la XIII edizione dell’Unified International Basketball TournamentaTreviso.
Special Olympics Italia guarda ora al futuro con l’obiettivo di ampliare sempre più questo spazio e questo tempo di relazione, crescita e consapevolezza per tutti gli atleti, affinché ciascuno possa continuare a scoprire il proprio valore e diventare esempio di possibilità per l’intera comunità.


