Alla V Körmend Cup le due squadre italiane dei Baskettosi conquistano entrambe il primo posto. Ma il successo più importante è quello costruito insieme, tra crescita personale, relazioni e spirito di squadra.
Si è conclusa a Körmend, in Ungheria, la trasferta di Special Olympics Italia alla V Körmend Cup di basket unificato, un torneo internazionale che, dal 18 al 20 settembre, ha riunito dieci formazioni provenienti da diversi Paesi. Tre giornate intense, vissute all’insegna dello sport, dell’incontro e della condivisione, che hanno regalato alle due squadre italiane dei Baskettosi un risultato straordinario: due primi posti nei rispettivi livelli di abilità.
Un successo sportivo importante, che racconta il valore del lavoro svolto durante la stagione, ma che non esaurisce il significato di un’esperienza capace di lasciare qualcosa di ancora più prezioso: nuove relazioni, maggiore fiducia, consapevolezza delle proprie capacità e la possibilità di crescere insieme, dentro e fuori dal campo di gioco.
Le due formazioni italiane, inserite nei livelli I e II, hanno affrontato il torneo con percorsi differenti. La squadra azzurra ha chiuso la competizione da imbattuta, superando in finale la Finlandia con il punteggio di 32-28. Un risultato arrivato dopo tre partite precedenti vinte con ampi margini contro Finlandia, Bosnia ed Erzegovina e Ungheria, e una finale molto più combattuta, nella quale la squadra ha saputo reagire alla pressione e conquistare il primo posto.
Il Team Blue, invece, ha superato in finale la Serbia per 28-21, completando un percorso che aveva visto gli azzurri confrontarsi con Bosnia ed Erzegovina, Slovenia e Germania. Una finale affrontata con determinazione, dopo aver già incontrato e perso contro la Bosnia nella fase a gironi.
A rendere ancora più emozionante il fine settimana è arrivato anche un riconoscimento individuale: Andrea Baiocco è stato premiato come MVP del torneo, a coronamento di un’esperienza che per lui ha rappresentato molto più di una competizione internazionale.
“Riguardo a quest’esperienza sportiva, devo dire che per me è stata una delle migliori che io abbia mai vissuto in prima persona, perché oltre al risultato finale, ho potuto conoscere persone e giocatori provenienti da altri Stati in un’atmosfera di divertimento e amicizia”, racconta Andrea. “In tre anni di basket unificato ho avuto l’opportunità di crescere sia come atleta che come persona, acquisendo pian piano fiducia e autostima grazie all’accoglienza e al supporto del mondo Special Olympics. Queste gratificazioni mi danno la voglia di migliorare sempre di più con impegno e disciplina”.
Parole che restituiscono bene ciò che il basket unificato può rappresentare: un percorso nel quale la prestazione sportiva diventa anche occasione di scoperta, di relazione e di crescita. Il campo è il luogo in cui si compete, ma anche quello in cui si impara a fidarsi degli altri, a riconoscere il valore del proprio contributo e a sentirsi parte di un gruppo.
Lo sottolinea anche Lorenzo Zamuner, atleta partner, che guarda alla trasferta soprattutto attraverso la dimensione collettiva dell’esperienza.
“Si è conclusa la trasferta a Körmend, in Ungheria, dove abbiamo preso parte a un torneo internazionale insieme ad altre 8 formazioni. Tre giornate intense caratterizzate da un elevato livello agonistico e da un’importante opportunità di relazione con squadre di diversa provenienza”
Il bilancio sportivo, naturalmente, non può che essere positivo: “I due primi posti conquistati dimostrano l’efficacia del lavoro di preparazione svolto fino ad oggi”. Ma per Lorenzo il risultato più significativo è un altro: “Siamo riusciti a garantire un totale coinvolgimento di tutti i componenti, tra atleti e partner. L’assenza di dinamiche individualiste a favore del gioco di squadra ha evidenziato appieno lo spirito della disciplina, e la volontà di dare il proprio contributo ponendo basi solide per gli impegni della nuova stagione”.
È proprio in questo equilibrio tra competizione e inclusione, prestazione e relazione, obiettivi individuali e responsabilità collettiva che si trova il significato più profondo dell’esperienza di Körmend.
A raccontarlo è anche Andrea Carniato, capodelegazione, che ha accompagnato le due squadre in questa trasferta:
“Inseriti in 2 livelli differenti (I e II) rientriamo con il miglior risultato: entrambe le squadre hanno vinto.”
E proprio nella soddisfazione per i due primi posti emerge la consapevolezza che il valore di questo torneo non si misura soltanto attraverso i punteggi. “È sicuramente un torneo che ricorderemo per sempre con questi 2 inaspettati primi posti e soprattutto per l’incredibile soddisfazione dei nostri atleti”, racconta Carniato.
Una soddisfazione che nasce dal sentirsi parte di qualcosa, dall’aver condiviso obiettivi, difficoltà ed emozioni e dall’aver visto il lavoro quotidiano trasformarsi in un’esperienza comune.
Nel basket unificato Special Olympics la vittoria più importante continua a essere quella che si costruisce insieme: attraverso il rispetto, la fiducia, la capacità di valorizzare ogni contributo e la possibilità, per ciascuno, di scoprire nuove risorse dentro di sé e nel rapporto con gli altri.
Da Körmend l’Italia torna così con due vittorie, ma anche con qualcosa che vale ben oltre il risultato: la consapevolezza di essere cresciuti, come atleti e come squadra, e la voglia di continuare a farlo insieme.



