Dalla riunione dei Direttori Territoriali alle storie IYL: musica, incontri e campo giocato nel cammino verso la piena inclusione
Nel corso della periodica riunione online dei Direttori Territoriali di Special Olympics Italia è stata tracciata con chiarezza la rotta del prossimo anno sportivo, che metterà al centro lo Sport Unificato, gli Special Tornei, il FlashMob del 3 dicembre, i Play the Games e, accanto a queste priorità, la continuità delle attività di routine come i Giochi Regionali e le Convention. Un appuntamento di programmazione, certo, ma anche un momento di incontro e ispirazione: Daniele Ricci e Sara Brivio, responsabili del progetto, hanno presentato tre trinomi dell’Inclusive Youth Leader (IYL), composti da Atleta, Partner e Mentore, si sono presentati alla rete territoriale, condividendo esperienze concrete che raccontano come l’inclusione prenda forma, giorno dopo giorno, sui territori.
Il progetto Inclusive Youth Leader nasce con l’obiettivo di coinvolgere un numero crescente di atleti e atleti Partner tra i 14 e i 25 anni come protagonisti e promotori del cambiamento. Giovani che, insieme, progettano e realizzano azioni capaci di informare, formare e costruire opportunità reali di inclusione delle persone con disabilità intellettive, lasciando un segno tangibile nelle comunità: perché le nuove generazioni, con la loro capacità di unire, creare relazioni, divertirsi e usare con intelligenza le tecnologie, rappresentano una miscela vincente per portare avanti la rivoluzione dell’inclusione. In questo percorso è fondamentale anche la figura del mentore, coetaneo o poco più grande, spesso con una solida conoscenza dell’inglese, che affianca i team nella fase di ideazione, nella creazione e nella diffusione dei progetti, amplificandone la portata. Le coppie e i trinomi IYL possono così dare vita a eventi sportivi, attività dimostrative, incontri e seminari, ma anche a iniziative di lunga durata in scuole, università, società sportive, gruppi scout e contesti associativi laici o religiosi, gettando il seme delle buone pratiche sul territorio. I Team interessati al progetto possono identificare al proprio interno i trinomi – atleta con disabilità intellettiva, atleta partner senza disabilità e mentore – e proporli all’Area Leadership di Special Olympics Italia per attivare percorsi formativi online e in presenza; un cammino che non si ferma ai confini nazionali, grazie ai Grant Internazionali e alla rete di eventi di Special Olympics International, che offrono ai giovani leader l’occasione di partecipare a Summit globali, confrontarsi sulle buone pratiche e diventare facilitatori del cambiamento nei propri Paesi.
Le storie condivise durante la riunione hanno restituito concretezza di questa visione. A Roma, all’I.C. Castelverde, il trinomio del Team Lazio – Francesco, Cristian e Vanessa – ha realizzato “Musica&Movimento”, coinvolgendo tanti bambini tra giochi di gruppo e strumenti musicali: un’esperienza capace di raccogliere gioia e sorrisi, confermando che ritmo e corpo sono strumenti preziosi per inclusione e socializzazione.
In Piemonte, nel corso dell’anno scolastico, gli studenti dell’Istituto F. Albert di Lanzo Torinese, all’Interno del percorso Giovani Leader, hanno promosso e realizzato una raccolta fondi attraverso la produzione e la diffusione di video e contenuti multimediali, con l’obiettivo di sostenere la partecipazione del Gruppo Sportivo Unificato della scuola ai Giochi Nazionali Estivi di Lignano Sabbiadoro.
In Lombardia, l’8 maggio, il trinomio Michele, Alice e Caterina ha organizzato “Nessuno in Panchina” nel Basso Sebino e nella provincia di Bergamo, territori ricchi di associazioni sportive ma ancora poco orientati alla pratica inclusiva: una serata intensa, dove atleti, associazioni e istituzioni hanno condiviso testimonianze e prospettive; gli Atleti di “Abilità in Ballo” e del CUS VB91 hanno raccontato come lo Sport Unificato possa trasformare vite e comunità, aprendo un vero punto di partenza per nuove opportunità sul territorio.
E ancora, lo scorso 20 maggio a Roseto, Simone, Gabriella e Alice (GA.SI.AL) hanno presentato, nell’Aula Magna dell’I.I.S. Moretti, la forza dello Sport Unificato: dal convegno alla pratica, con molti dei presenti scesi in campo a vivere la gioia dello sport unificato, in un passaggio immediato dalla teoria all’esperienza condivisa.
Dalla pianificazione alla testimonianza, emerge un filo rosso fatto di comunità, alleanze e continuità. Comunità, perché i giovani diventano attori e narratori dell’inclusione, capaci di coinvolgere scuole, società sportive e istituzioni locali. Alleanze, perché la collaborazione tra realtà diverse genera progetti duraturi e di qualità. Continuità, perché dall’evento singolo si passa a programmi strutturati, dove lo Sport Unificato non è un momento isolato ma un’abitudine che cambia sguardi e abitudini. È questa la bussola del nuovo anno sportivo: accrescere le squadre unificate e le occasioni di incontro, valorizzare l’impegno degli atleti attraverso Tornei e Play the Games, dare voce pubblica all’inclusione con il FlashMob del 3 dicembre e consolidare il lavoro quotidiano con Giochi Regionali e Convention. In questo percorso, l’invito è aperto: ogni territorio può diventare un laboratorio di trasformazione sociale, identificando nuovi trinomi da avviare alla formazione e mettendo in campo idee, competenze e passione. Perché quando si scende in campo insieme, nessuno resta in panchina e a vincere è tutta la comunità.








