C’è l’opportunità di un cambiamento profondo nella montagna: non è solo il paesaggio, il silenzio o la fatica del cammino, ma la possibilità concreta di mettersi alla prova, di scoprire nuovi equilibri e di costruire relazioni autentiche. È proprio da questa visione che nasce “Tip Top Mountain”, il progetto con cui Special Olympics Italia ha partecipato al bando ministeriale “IO Valgo”, promosso dal Ministero per le Disabilità, mettendo al centro la persona, l’atleta, e il suo diritto a vivere esperienze piene, significative e condivise.
Un primo momento importante di questo percorso è stato l’evento “Italia Insieme, Turismo Accessibile e Territorio”, che si è svolto il 22 aprile 2026 presso la Stazione Leopolda, a Firenze. Un appuntamento che ha riunito realtà provenienti da tutta Italia impegnate nel rendere i territori sempre più accessibili e inclusivi, e che ha rappresentato un’occasione concreta di incontro, scambio e costruzione di nuove relazioni. In rappresentanza di Special Olympics Italia era presente il team Toscana, composto da Vittoriana Gariboldi, vice direttore regionale, Gino Fantechi Materni, direttore provinciale di Firenze, Marco Bertocchi, direttore provinciale di Prato, e Claudia Del Tongo, direttore provinciale di Arezzo. Dalle loro impressioni emerge chiaramente il valore dell’iniziativa: un’organizzazione curata, una location capace di valorizzare le tante realtà presenti e, soprattutto, un clima positivo che ha favorito il dialogo. Molto apprezzata anche la parte espositiva, con stand ben strutturati e rappresentativi di esperienze diverse provenienti da tutto il Paese, così come l’offerta gastronomica legata a realtà che lavorano quotidianamente con persone con disabilità, trasformando il momento conviviale in un’occasione di condivisione autentica. Il convegno, ricco di interventi e testimonianze, ha restituito una fotografia di un’Italia che si sta muovendo in modo sempre più concreto verso l’inclusione, mettendo in luce progettualità e buone pratiche.
È proprio dentro questo scenario che si inserisce “Tip Top Mountain”, un progetto che attraverserà l’Italia e prenderà forma attraverso sei iniziative territoriali diverse ma profondamente connesse tra loro. In Puglia e Basilicata, tra l’Alta Murgia e il Pollino, i partecipanti inizieranno con momenti di conoscenza e preparazione per poi vivere escursioni, trekking e un’esperienza residenziale, costruendo passo dopo passo competenze e relazioni. In Calabria, tra Sila e Aspromonte, il percorso si svilupperà come un vero calendario di esperienze immersive che uniranno natura, benessere e scoperta, con attività che andranno dalla forest therapy alle escursioni stagionali, fino all’esplorazione della biodiversità. Spostandosi tra Liguria e Piemonte, le uscite di più giorni permetteranno ai partecipanti di vivere la montagna in modo più intenso, lontano dalla quotidianità, rafforzando autonomia e spirito di gruppo. In Abruzzo, il progetto si distinguerà per la varietà delle attività, che affiancheranno allenamenti nei parchi cittadini a esperienze più strutturate come trekking, ciaspolate, orienteering e momenti legati alla tradizione della montagna, creando un ponte tra sport, cultura e territorio. In Lombardia, invece, il valore starà nella continuità: un’uscita al mese per un anno intero costruirà un percorso solido, fatto di relazioni che cresceranno nel tempo e di esperienze che si consolideranno. Infine, in Piemonte, tra le valli biellesi e l’Oasi Zegna, escursioni, attività invernali e soggiorni estivi accompagneranno i partecipanti in un’esperienza completa di scoperta, sia del territorio sia delle proprie capacità.
In tutte queste esperienze emerge con forza un’idea: lo sport, soprattutto quando si svolge nella natura, può diventare uno strumento straordinario di inclusione. Camminare insieme, affrontare una salita, raggiungere una meta non sono solo attività fisiche, ma occasioni per crescere, per sviluppare autonomia, per migliorare le capacità relazionali e per sentirsi parte di qualcosa. Allo stesso tempo, il cambiamento non riguarda solo chi partecipa direttamente, ma si estende alle comunità, ai volontari, alle istituzioni, contribuendo a costruire una cultura dell’inclusione più diffusa e concreta. Fondamentale, in questo senso, è la rete di collaborazioni che sostiene ogni progetto: enti locali, scuole, università, associazioni, guide ambientali e realtà del territorio lavorano insieme per rendere possibile ogni esperienza, dimostrando che l’inclusione è un percorso collettivo.
“Tip Top Mountain” non è quindi solo un progetto di attività sportive, ma un invito a costruire contesti in cui ogni persona possa trovare il proprio spazio e il proprio ritmo. Perché, in fondo, la montagna insegna proprio questo: il cammino può essere impegnativo, ma porta lontano quando lo si condivide.



