La sede della FIGC ha ospitato un momento speciale dedicato al calcio Special Olympics: una giornata di racconto, condivisione e riconoscimento per una stagione che ha visto centinaia di atleti scendere in campo, stringere nuove amicizie e dimostrare quanto il calcio possa essere uno straordinario linguaggio universale.
L’appuntamento è stato l’occasione per ripercorrere i risultati e le emozioni vissute negli ultimi mesi, a partire dai 41° Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, andati in scena dal 19 al 24 maggio tra Lignano Sabbiadoro, Portogruaro, Bibione e Cordovado. Un evento che ha riunito 3.000 atleti provenienti da ogni regione d’Italia, impegnati in 21 discipline sportive.
Tra queste, il calcio ha saputo ancora una volta lasciare il segno. Oltre 170 atleti hanno animato giornate intense, fatte di sfide, entusiasmo e spirito di squadra.
Uno sguardo particolare è stato rivolto anche al calcio femminile, protagonista tra le attività del programma “Prova lo Sport”. Un percorso in continua evoluzione che testimonia la volontà di ampliare sempre più le opportunità di pratica sportiva per donne e ragazze con e senza disabilità intellettive, favorendo una presenza sempre più significativa all’interno del movimento.
Il racconto della stagione non poteva prescindere dalla XXVI European Football Week, la grande manifestazione continentale dedicata al calcio inclusivo. Dal 23 al 30 maggio 2026 circa 30.000 persone, tra atleti con e senza disabilità intellettive, hanno preso parte a quasi 300 iniziative organizzate in 40 Paesi europei.
Anche l’Italia ha contribuito in maniera importante a questa mobilitazione grazie al sostegno della FIGC, della Lega Serie A, della Lega Serie B e della Lega Nazionale Dilettanti. Sul territorio nazionale sono stati realizzati 15 eventi che hanno coinvolto 902 partecipanti tra atleti e partner.
Un ruolo decisivo è stato svolto dal mondo scolastico. Ben 78 scuole di 15 regioni italiane hanno aderito alle iniziative della European Football Week, coinvolgendo 8.608 studenti. A questi si sono aggiunti 400 bambini del programma Young Athletes e 20 studenti del MATP, portando il numero complessivo dei partecipanti a 9.028.
Attraverso tornei, attività didattiche e momenti di gioco condiviso, migliaia di ragazze e ragazzi hanno sperimentato sul campo il significato della collaborazione, dell’accoglienza e del rispetto reciproco.
Alla base di tutte queste esperienze c’è il modello dello Sport Unificato, una formula che vede persone con e senza disabilità intellettive giocare nella stessa squadra. Un approccio che favorisce relazioni autentiche, rafforza il senso di appartenenza e dimostra come le differenze possano diventare una ricchezza quando si condividono obiettivi e passioni.
A dare voce a questa esperienza sono stati Alessandro Gennari, Sabino Bianco, atleti Special Olympics, e Michele Francioli, atleta partner del Team Toscana G.S. Olmoponte Santa Firmina di Arezzo:
Alessandro Gennari
“Il calcio per me è divertente, ho iniziato a praticarlo e mi sono fatto tanti nuovi amici“.Sabino Bianco
“Il concetto di squadra è stare insieme in gruppo, e per me giocare in squadra è molto bello. Lo sport mi ha migliorato come persona, soprattutto grazie alle indicazioni degli allenatori e dei genitori, con cui sono riuscito a perfezionare il gioco. I Giochi Nazionali sono stati un’esperienza bellissima, non me la scorderò mai“.Michele Francioli
“La mia esperienza è nata tre anni fa con la presentazione di questo progetto da parte di Gianluca a scuola. Ho deciso di partecipare anche grazie a un mio compagno di classe con una disabilità, che mi ha convinto a provare questa emozione nuova per me. Avendo giocato a calcio fin da piccolo in tutte le categorie per me è stato vedere il calcio in un’altra maniera. Questo progetto mi ha aiutato a crescere molto come persona, perché prendersi cura di questi ragazzi è una grande responsabilità e ti fa maturare a un livello nuovo“.
Le loro testimonianze hanno evidenziato come il calcio unificato rappresenti un percorso quotidiano fatto di fiducia, amicizia e responsabilità condivise, capace di incidere positivamente nella vita di tutti i protagonisti.
I numeri confermano la solidità di questo movimento. Nell’ultima stagione sportiva sono stati circa 600 gli atleti coinvolti nelle attività calcistiche Special Olympics sul territorio nazionale. Un percorso reso possibile anche grazie allo Special Football, il torneo organizzato attraverso cinque aree territoriali – Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Sardegna – che consente alle squadre di incontrarsi durante l’intero anno sportivo.
Lo stesso modello viene adottato con successo anche in altre discipline, contribuendo a garantire continuità, occasioni di confronto e opportunità di crescita sportiva.
Grande attenzione è stata dedicata inoltre alla formazione. Attraverso il programma Coach for Inclusion sono stati coinvolti circa 80 tra allenatori, tecnici e operatori, chiamati a sviluppare competenze sempre più specifiche per accompagnare gli atleti in percorsi sportivi di qualità.
Una collaborazione che si è rafforzata ulteriormente grazie al lavoro svolto insieme alla FIGC nel percorso di abilitazione per Allenatore di Calcio Paralimpico, occasione preziosa per condividere esperienze, metodologie e buone pratiche.
Tra i momenti più significativi della giornata, l’intervento di Franco Carraro, Presidente del Consiglio Direttivo della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale della FIGC:
“Special Olympics è un’organizzazione fantastica e la sua attività è davvero importante. Lo sport è bello in tutte le sue forme, ma lo sport di Special Olympics è qualcosa di straordinario. Ringrazio tutti coloro che nella FIGC danno una mano per organizzare“.
e la consegna simbolica del Pallone Rosso Special Olympics, emblema di un calcio che unisce persone, esperienze e storie diverse.
A chiudere l’incontro è stato Alessandro Palazzotti, fondatore e vicepresidente di Special Olympics Italia, protagonista di una visione che da decenni continua ad aprire nuove strade e nuove opportunità per le persone con disabilità intellettive: “Insieme possiamo dare un grande contributo rispondendo alle richieste che ci vengono dalla base. Le scuole ci chiedono di intervenire per favorire la socializzazione dei giovani e allontanarli da situazioni difficili. Lo stesso fanno gli enti locali. Il calcio è lo sport più popolare, parla all’immaginario collettivo e ci aiuta in questa opera di socializzazione. Insieme possiamo fare la differenza“
Come da tradizione, il momento conclusivo è stato affidato al Giuramento dell’Atleta, pronunciato da Boris Menna:
“Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze.”
Parole semplici ma profonde, che rappresentano il cuore di Special Olympics e accompagnano ogni giorno il cammino di migliaia di atleti.
Nella Casa del Calcio si è celebrato molto più di una stagione sportiva: si è celebrata una comunità che continua a crescere, a costruire legami e a dimostrare che il calcio può essere davvero un gioco di tutti.



