La voce di Special Olympics tra i protagonisti dell’evento
Si è conclusa a Rimini Expo Aid 2026, il più importante appuntamento nazionale dedicato all’inclusione, ai diritti e alla partecipazione delle persone con disabilità. Per due giorni la città romagnola è diventata il punto di incontro tra istituzioni, associazioni, enti del Terzo Settore, imprese e cittadini, offrendo un’occasione di confronto sulle politiche per la disabilità e sulla costruzione di una società sempre più inclusiva.
Special Olympics Italia ha partecipato da protagonista con una numerosa delegazione di atleti, tecnici, staff e dirigenti, contribuendo ai lavori attraverso testimonianze, seminari, attività sportive e momenti di confronto che hanno raccontato il valore dello sport unificato come strumento di crescita, autonomia e cambiamento culturale.
Ad aprire la partecipazione del movimento è stata la sessione plenaria dedicata allo sport, con gli interventi di Alessandro Palazzotti, Fondatore e Vicepresidente di Special Olympics Italia, e di Eros Zanotti, atleta dello sci nordico protagonista ai Giochi Mondiali Invernali Special Olympics Torino 2025.
Palazzotti ha ribadito come lo sport rappresenti il più potente strumento di inclusione e di trasformazione sociale. «Ciò che conta non è la medaglia che porti al collo, ma sapere di aver dato tutto quello che potevi», ha ricordato, richiamando il Giuramento dell’Atleta Special Olympics e sottolineando come ogni gara sia soprattutto un’occasione di crescita personale.
Ripercorrendo l’evoluzione del Movimento, ha ricordato come lo Unified Sports®, che oggi permette ad atleti con e senza disabilità intellettive di allenarsi e competere insieme, sia nato oltre cinquant’anni fa quando sembrava un’idea irrealizzabile. Oggi quella visione è diventata realtà grazie alla collaborazione tra Special Olympics, Comitato Italiano Paralimpico, CONI, Federazioni sportive, scuole, famiglie e istituzioni. Un percorso che ha trovato una straordinaria conferma nei Giochi Mondiali Invernali di Torino 2025, capaci di mostrare al mondo come lo sport possa essere un motore di inclusione.
«Lo sport può e deve essere uno strumento non solo per vincere medaglie, ma soprattutto per migliorare la vita delle persone», ha affermato Palazzotti, evidenziando come il diritto all’attività sportiva debba raggiungere un numero sempre maggiore di persone con disabilità intellettive attraverso una rete sempre più ampia di collaborazioni.
A dare concretezza a queste parole è stata la testimonianza di Eros Zanotti, che ha raccontato come lo sport abbia cambiato profondamente la sua vita.
Entrato in Special Olympics nel 2013 con il Team All Inclusive di Asola, oggi pratica sci di fondo, nuoto, atletica e bocce. «Lo sport mi ha aiutato a crescere, a scoprire talenti che non pensavo di avere e a credere in me stesso», ha raccontato, spiegando come il percorso sportivo gli abbia permesso di conquistare maggiore autonomia, costruire amicizie e affrontare con sicurezza anche il mondo del lavoro.
Oggi Eros lavora nella sua comunità come assistente al prescuola e come addetto alle pulizie presso l’ospedale del suo paese. Un’esperienza che considera il naturale proseguimento del percorso costruito grazie allo sport.
Nel suo messaggio conclusivo ha voluto rivolgersi direttamente al pubblico: «Non vedo persone con disabilità. Vedo persone che mettono talento, passione, determinazione, anima e cuore in quello che fanno. Lasciamo che possano continuare a dare i loro frutti nello sport e nel lavoro, perché l’inclusione è una ricchezza per tutti».
La partecipazione di Special Olympics è proseguita con numerosi appuntamenti del programma di Expo Aid.
Tra questi, l’intervento di Alessandra Palazzotti, Direttore Nazionale di Special Olympics Italia, nel panel dedicato alle attività sportive realizzate in collaborazione con il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha raccontato come i progetti condivisi stiano creando nuove opportunità di partecipazione per gli atleti Special Olympics, in Italia e nel mondo.
Attraverso l’esperienza di Tip Top Mountain, il progetto dedicato all’escursionismo inclusivo, Alessandra Palazzotti ha condiviso la testimonianza di un atleta che descrive la montagna come il luogo in cui sentirsi finalmente libero, affrontando ogni sentiero con i propri tempi, sostenuto dal gruppo e conquistando, passo dopo passo, fiducia in sé stesso, nuove amicizie e una diversa consapevolezza delle proprie capacità.
Il Direttore Nazionale ha poi illustrato il percorso sviluppato insieme al Ministro per promuovere il canottaggio unificato, disciplina che rappresenta uno degli esempi più efficaci della filosofia Unified Sports®, con equipaggi composti da atleti con e senza disabilità intellettive.
Da questa collaborazione è nato un progetto internazionale che punta ad allargare la pratica del canottaggio in altri Paesi, coinvolgendo nuove delegazioni e creando le condizioni perché la disciplina possa entrare nel programma dei Giochi Mondiali Special Olympics. Un obiettivo ambizioso sul quale il Movimento sta lavorando in vista dei Giochi Mondiali di Santiago del Cile 2027, attraverso eventi internazionali, attività di formazione e il coinvolgimento di nuove federazioni.
Palazzotti ha ricordato come l’inclusione produca un cambiamento che va ben oltre il contesto sportivo. È quanto accaduto anche in uno storico circolo remiero romano dove l’arrivo degli atleti Special Olympics ha trasformato il modo di vivere il club, abbattendo stereotipi e costruendo relazioni autentiche. «È questo che ci piace fare», ha spiegato. «Abbattere gli stereotipi e cambiare il mondo insieme».
La partecipazione di Special Olympics Italia ha attraversato trasversalmente l’intero programma di Expo Aid, portando il contributo del movimento in numerosi tavoli di confronto. Alessandra Palazzotti e Alessandro Palazzotti sono intervenuti anche nel panel promosso da Lions Clubs International, “Costruire l’inclusione: nuovi sguardi e progetti per il futuro: l’esperienza dei Lions al servizio della Comunità”, all’interno dell’incontro “Cuore sportivo italiano”, insieme a Cristina Camilli di Coca-Cola Italia, storica azienda partner del movimento. Tra gli appuntamenti in programma anche il seminario “Comunicazione e linguaggio”, moderato dal responsabile dell’Ufficio Stampa di Special Olympics Italia Giampiero Casale, il confronto su “I talenti e le competenze nell’arte e nella musica”, guidato da Raffaele Italiano, e il panel “Dalle strutture ai luoghi di vita”, con l’intervento di Carlo Cremonte, Direttore Regionale Special Olympics Italia Team Piemonte. Una presenza diffusa che ha testimoniato il contributo del movimento sui temi dello sport, della comunicazione, dell’autonomia, della cultura e della costruzione di comunità sempre più inclusive.
Accanto ai momenti di riflessione, Expo Aid ha lasciato spazio anche all’esperienza diretta dello sport. Per tutta la durata della manifestazione il gazebo di Special Olympics Italia ha accolto centinaia di visitatori che hanno potuto provare l’Indoor Rowing, mentre il Coro Special Festival ha emozionato il pubblico dimostrando ancora una volta come arte, cultura e sport siano strumenti complementari di inclusione.
Il gran finale della manifestazione è coinciso con il Trofeo Special Olympics Italia, inserito all’interno di Ginnastica in Festa, uno dei più grandi eventi sportivi italiani, capace di richiamare oltre 15.000 atleti, migliaia di tecnici, ufficiali di gara, famiglie e appassionati.
In questo straordinario contenitore della ginnastica italiana, l’inclusione non è stata un evento parallelo, ma parte integrante della manifestazione. Atleti con e senza disabilità hanno condiviso gli stessi spazi, gli stessi applausi e le stesse emozioni, dimostrando concretamente che lo sport appartiene a tutti.
Tra le immagini che resteranno impresse c’è quella degli atleti con disabilità intellettive che, nell’Agorà della Fiera di Rimini, hanno trasformato l’attesa delle premiazioni in una grande festa collettiva, coinvolgendo il pubblico tra musica, balli e sorrisi. Un momento spontaneo che ha rappresentato perfettamente lo spirito di Special Olympics: abbattere le barriere attraverso l’incontro, la gioia condivisa e il riconoscimento del valore di ogni persona.
La presenza del Trofeo Special Olympics all’interno di Ginnastica in Festa è stata la dimostrazione concreta di come il Movimento possa convivere naturalmente con lo sport di alto livello, valorizzando il talento di ogni atleta e affermando il diritto di ciascuno a vivere pienamente l’esperienza sportiva.
Al termine della manifestazione, Alessandro Palazzotti ha affidato il proprio bilancio a parole che sintetizzano il significato di questa esperienza.
«È stato un passaggio che riteniamo storico per il mondo della disabilità. Si è fatta rete, ci si è confrontati, sono stati condivisi i risultati di uno straordinario mondo del volontariato e sono stati proposti nuovi obiettivi per non lasciare indietro nessuno. Chi ha avuto la fortuna di vivere Expo Aid a Rimini ha respirato la stessa atmosfera che si vive durante la Settimana Speciale dei nostri Giochi Nazionali: oltre alle gare c’è molto di più. C’è serenità, confronto, scambio di idee, amicizia, tanti abbracci e tanta voglia di stare insieme. È un clima che lascia il segno e che, quando tutto finisce, porta con sé anche un po’ di nostalgia. Un enorme grazie al Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha saputo essere davvero tanto Special».
Expo Aid 2026 ha confermato come l’inclusione si costruisca ogni giorno attraverso il lavoro condiviso tra istituzioni, associazioni, volontariato, imprese e mondo dello sport. Per Special Olympics Italia è stata un’occasione preziosa per raccontare una visione in cui lo sport non è soltanto competizione, ma diventa educazione, autonomia, relazioni e cittadinanza.
Da Rimini il movimento torna con nuove idee, nuove alleanze e la consapevolezza che ogni occasione di incontro rappresenta un passo avanti verso una società in cui nessuno venga lasciato indietro e in cui ogni persona possa esprimere pienamente il proprio talento.



